Un imponente aratro risalente al 1800 troneggia nell'atrio degli attrezzi. Questo era spesso chiamato dai contadini la "stanza dei
diavoli", un modo pittoresco per definire in realtà il ripostiglio, un luogo dove accantonare attrezzi e suppellettili da riparare e che
non avevano un utilizzo frequente. Oltre all'aratro si possono osservare altri strumenti legati ad un mondo che si basava sulla
"trazione animale". Ci sono gli zoccoli in ferro che venivano utilizzati per ferrare i buoi, gli acciarini per le ruote dei carri ed i
cerchi in ferro che il carradore utilizzava per cerchiare le suddette ruote. Nel solito atrio troviamo anche tre diversi tipi di "falcione"
utilizzato per la preparazione del foraggio per gli animali della fattoria. Sopra alla porta d'ingresso spicca un curioso nido di
calabroni gialli, piccolo miracolo architettonico della natura che i calabroni realizzano in ambienti poco frequentati.
Ricco di storia anche l'aratro in legno che, trainato da buoi, veniva utilizzato per lavorare la terra. L'aratro poteva avere due
stanghe per essere trainato da un singolo bue o una unica staffa che veniva invece agganciata al giogo trainato da due buoi.
Le stuoie di canne intrecciate, oggi affisse ad una parete assieme ai pali del "castello", venivano utilizzate, a seconda delle
stagioni, per distendere l'uva selezionata da utilizzare per il "governo" del vino o le olive raccolte in attesa della molitura ed in
tempi più recenti (XIX-XX sec.) le foglie di gelso che venivano utilizzate per allevare i bachi da seta.
La bicicletta, con i cerchi in legno, risale agli anni Venti del '900. Si tratta di un esemplare ben conservato che a quei tempi era
appannaggio soltanto delle persone più agiate.
Da notare, adiacente alla finestra, un bell'esemplare di stadera a piatto, della rinomata famiglia contadina del "Nodo", con la
quale venivano pesate con estrema precisione sia i raccolti sia i bambini piccoli durante l'età dello sviluppo. Dall'atrio si torna nel
cortile dove si trova il pozzo dal quale, con l'ausilio di funi e carrucole, si poteva attingere acqua ad uso domestico.