Museo della Civiltà Contadina e Pieve di S. Romolo a Gaville
Appuntamento annuale di maggio: Festa di Primavera
Appuntamento annuale di ottobre: la Sagra degli Antichi Mestieri
Autumnia 2010

Sala n. 6: la sala del grano

A sinistra del locale d'ingresso troviamo la sala del grano. In questo ampio locale sono raccolti tutti gli oggetti necessari alla coltivazione ed alla successiva lavorazione del grano. Questo era un elemento essenziale per il sostentamento della famiglia contadina.
L'andamento della raccolta del grano poteva determinare periodi di carestia o fasi di prosperità. Fino all'avvento delle macchine azionate dai motori a scoppio le varie fasi della coltura del grano avvenivano a mano: dalla semina alla raccolta. Solo in tempi più recenti apparvero le seminatrici a trazione animale. Una volta giunto a maturazione, in estate, il grano veniva raccolto con le falci, legato in piccoli fasci, chiamati ''manne'' ed accatastato in alcune zone dei campi per essere poi trasportato alla fattoria con l'ausilio dei carri. Il periodo della mietitura era un vero e proprio evento per la società contadina. Era il periodo in cui ci si alzava Sala n. 6: la sala del granoprima dell'alba per iniziare il duro lavoro nei campi evitando così le ore più calde della giornata. La fase successiva era quella della ''battitura'' che avveniva nell'aia dei poderi con lo scopo di separare il chicco di grano vero e proprio dalle parti meno nobili della pianta. Il raccolto veniva poi setacciato con il ''buratto'', per renderlo ancora più puro, e quindi misurato con lo ''staio'' per stabilire la quantità destinata al proprietario terriero e quella destinata invece ai contadini.
Alla fine della battitura nell'aia si formavano le grandi tavolate imbandite dove tutti i partecipanti si raccoglievano per assaporare la minestra fatta con il brodo di ''nana'' o di "locio" ed altri piatti tipici della semplice economia rurale. Il grano veniva quindi conservato nel granaio in attesa di essere trasformato in farina.
Particolarmente interessante è la piccola macina in pietra utilizzata per macinare il grano e, in tempi di carestia, anche il granturco e le castagne, utili per la produzione di polenta. Nella sala sono conservati anche gli ingranaggi di un piccolo mulino ad acqua. In tempi "magri'' il mulino poteva essere utilizzato anche per la molitura delle ghiande.
Al centro della sala notiamo un imponente carro toscano ed una macchina trebbiatrice.
Tutto intorno troviamo forconi in legno, rastrelli e tanti altri attrezzi utilizzati dal contadino per arrivare ad avere un buon raccolto. Dai proverbi popolari è possibile capire quanto fosse grande l'apprensione dei lavoratori della terra per l'andamento del raccolto. ''Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame'' cita uno di questi proverbi, per spiegare che quando d'inverno nevica abbondantemente il grano cresce bene ed è possibile ottenere un buon raccolto, mentre quando si verificano stagioni eccessivamente piovose il grano ''soffre''.
''Tre cose buone vuole il grano: tempo, semenza, zappatore'', cita un altro proverbio diffuso nel mondo rurale. Il significato è abbastanza semplice: per la crescita del grano sono necessarie tre cose, favorevoli condizioni meteorologiche, sementi selezionate e la cura del contadino.

La Pieve di S. Romolo
Il Museo della Civiltà Contadina

Presentazione del Museo della Civiltà Contadina

Le sale del Museo
Sala n. 1: il cortile
Sala n. 2: la sala dei telai
Sala n. 3: la stanza del giogo
Sala n. 4: il frantoio
Sala n. 5: la cucina
Sala n. 6: la sala del grano
Sala n. 7: la bottega del fabbro e del falegname
Sala n. 8: la cantina
Sala n. 9: l'atrio degli attrezzi
Sala n. 10: la camera
Sala n. 11: caccia e miele
Sala n. 12: le tradizioni religiose
Sala n. 13: l'erbario
Sala n. 14: la bottega del calzolaio

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