Museo della Civiltà Contadina e Pieve di S. Romolo a Gaville
Appuntamento annuale di maggio: Festa di Primavera
Appuntamento annuale di ottobre: la Sagra degli Antichi Mestieri
Autumnia 2010

Sala n. 5: la cucina

In una stanza adiacente a quella del frantoio, dove oggi è stata ricostruita fin nei minimi particolari la cucina delle antiche case contadine, si trovava l'orciaia. In questa stanza erano collocati gli orci in terracotta idonei alla conservazione dell'olio. Qui veniva conservato l'olio già raffinato dopo le varie fasi di decantazione e sempre in questo luogo avveniva la pesatura prima della consegna ai contadini. Era qui che il frantoiano e gli uomini della fattoria consumavano i loro pasti, durante i giorni della spremitura, ed e' facile immaginare queste persone, provate dal duro lavoro, scaldarsi attorno al fuoco, affettare il pane sfornato dalla massaia ed intingere le fette nell'orcio dell'olio nuovo per fare quello che in Toscana si chiama la "fettunta".
La cucina oggi ricostruita in questo ambiente, come accennavamo prima, rispecchia nell'arredamento e nelle suppellettili le cucine delle case contadine. Sala n. 5: la cucinaLa tavola, coperta da una tovaglia di canapa, era apparecchiata con stoviglie e posate in ottone. Imponente, e fondamentale nella vita contadina era la madia dove veniva impastato il pane e conservato il lievito. La zona del forno era appannaggio della massaia che nella cottura del pane poneva un'attenzione veramente particolare. La cura religiosa per il pane portava la massaia a regolare la cottura dello stesso scandendo il tempo con il rosario in mano. Una volta infornato, il pane doveva rimanere nel forno ben caldo per il tempo occorrente a ripetere per tre volte il ciclo di preghiere del rosario, l'equivalente di 45-50 minuti. Accanto al forno non potevano mancare pale e forchicchi che servivano per poter manipolare il pane all'interno della camera di cottura. Interessante anche tutta una serie di suppellettili conservate in questo ambiente a testimonianza della semplicità che scandiva la vita, certe volte non facile, delle famiglie contadine. Pur tra difficoltà socio-economiche la massaia delle numerose famiglie di agricoltori riusciva a cucinare pietanze, partendo da ricette semplici e "povere", che hanno fatto la storia della cucina rurale toscana. Proprio in questi anni c'è stata una riscoperta della qualità e dei valori nutritivi delle antiche ricette contadine.
Bello l'acquaio in pietra, sovrastato dalla piattaia in legno che contiene piatti ed originali tegami in coccio. Vari oggetti in rame e cesti di vimini completano quest'angolo della stanza. Una stanza "povera" che ben rappresenta il luogo dove si ritrovava la famiglia contadina.

La Pieve di S. Romolo
Il Museo della Civiltà Contadina

Presentazione del Museo della Civiltà Contadina

Le sale del Museo
Sala n. 1: il cortile
Sala n. 2: la sala dei telai
Sala n. 3: la stanza del giogo
Sala n. 4: il frantoio
Sala n. 5: la cucina
Sala n. 6: la sala del grano
Sala n. 7: la bottega del fabbro e del falegname
Sala n. 8: la cantina
Sala n. 9: l'atrio degli attrezzi
Sala n. 10: la camera
Sala n. 11: caccia e miele
Sala n. 12: le tradizioni religiose
Sala n. 13: l'erbario
Sala n. 14: la bottega del calzolaio

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