Nella famiglia contadina erano poche le cose che si compravano. Tutto era basato su una forma di "autarchia", che al limite
poteva estendersi dal podere alla pur sempre ristretta comunità della fattoria. La produzione dunque di panni ed indumenti era
demandata all'attività domestica; con i ferri e la lana si facevano calze e maglioni; lenzuola, federe tovaglie, teli per il pane e
quanto altro poteva servire veniva tessuto in casa con il telaio. Per le occasioni particolari come la preparazione del "corredo"
che le ragazze portavano in dote, i teli venivano ricamati o abbelliti con pizzi di cotone fatti all'uncinetto, detto "agotorto".
In questa sala sono ricostruite le varie attività connesse alla produzione di tessuti partendo dalla produzione della materia prima
che, nella maggior parte dei casi, era la canapa.
Tutta la serie di telai qui esposti, compreso quello grande, è stata donata dal Museo della Scienza di Firenze. Quest'ultimo
telaio risale al XV secolo, mentre gli altri sono di epoche successive, si tratta comunque di oggetti molto antichi. Accanto ai
telai, nella vetrinetta, possiamo vedere anche i diversi tipi di stoffa che si potevano ottenere ed alcuni esempi delle fibre naturali
alla base della produzione.
La pianta più comunemente utilizzata era la canapa ma nelle case contadine non era difficile trovare anche stoffe di lino.
La canapa veniva coltivata nel campi ma rappresentava una coltura ovviamente marginale, relegata in quegli angoli dove non
interferiva con le colture principali. Una volta raccolta veniva messa a macerare nell'acqua poi essiccata oppure
messa addirittura in forno per asciugare meglio! Con un attrezzo chiamato "maciulla" veniva eliminata la parte
legnosa, quel che restava era la stoppa che raccolta in una rocca era filata con l'aiuto dei fusi e conservata in
matasse.
Dal filo si passava alla tessitura la cui fase più laboriosa era rappresentata dalla preparazione dell'ordito, operazione che
richiedeva la partecipazione di tutte le donne di casa. I panni ottenuti venivano sbiancati con un procedimento che
prevedeva l'uso di acqua bollente versata sulla cenere raccolta in un telo sopra i panni messi nella conca di
terracotta.
La fase finale era la rifinitura dei panni: si cucivano orli, laccetti per appendere ecc. Frequente era la produzione di panni "misti"
dove l'ordito era fatto con la canapa, più resistente, e la trama con il cotone.