Programma della 2° domenica di maggio - La tradizione dell'Agrume in conca in Toscana - La sagra - La coltivazione in vaso - Come raggiungere Gaville - Organizzazione e informazioni
Gaville è una ridente ed amena frazione del comune di Figline Valdarno, in provincia di Firenze, e pur essendo
piccola come comunità ha però una storia ricchissima che si perde nella notte dei tempi. Il suo nome fa pensare ad
una campagna data come regalia a qualche centurione romano di nome Gaio e certi reperti trovati nei lavori di scavo
per il restauro della pieve vengono fatti risalire anche al periodo Etrusco. Il nome di Gaville viene riportato anche da
Dante Alighieri alla fine del XXV canto dell'Inferno, quando il poeta rievoca un fatto di sangue
compiuto da gente che senz'altro lui conosceva: i Gavillesi stanchi delle continue prepotenze e scorrerie di
Francesco Cavalcanti lo uccisero esponendosi poi alle vendette della potente famiglia fiorentina e Dante appunto
dice: "l'altr'era quel che tu, Gaville, piagni". Dante conosceva bene anche gli Ubertini, signorotti di Gaville, ai quali
piaceva molto guerreggiare per sete di conquiste e di potere.
Ma la storia più pregnante è legata al suo insigne monumento: la vetusta Pieve di San Romolo, in perfetto
stile romanico, di cui è stato celebrato proprio nel 2005 il Millenario della fondazione; alcuni documenti riportano la
data del 1005 come prima menzione, quindi si suppone che la sua fondazione risalga addirittura a prima del Mille.
Sorge su una precedente costruzione a torre di avvistamento romana. L'interno, completamente in pietra serena, è
diviso in tre navate con numerosi capitelli scolpiti ed ha un'abside circolare; vi si può ammirare la pala raffigurante
un'Annunciazione di scuola del Ghirlandaio del XV secolo, recentemente ristrutturata.
Ospitato nei locali della canonica si trova il Museo della Civiltà Contadina che, nato nel 1974, raccoglie oltre 6.000 attrezzi e manufatti della
vita e del lavoro dei contadini in Toscana. Il Museo è articolato in varie sale, corrisopndenti alle principali lavorazioni
della terra nelle zone agricole del Valdarno tra cui: grano, olio e vino. Inoltre sono ricostruiti ambienti di vita comune: telaio,
cucina e camera. La grande sala dedicata al grano
documenta tutte le fasi, dalla semina al raccolta, dalla battitura al mulino. Nella cripta e nelle sale attigue sono raccolte centinaia di documenti di religiosità popolare ed un "erbario" di inizio '900 con tutte le piante della zona e le loro proprietà
terapeutiche.